SUONI

RICERCA

Tutto è energia che vibra ad una determinata frequenza

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Dr.HEINRICH WILHELM DOVE

Il dottor Heinrich Wilhelm Dove fu il primo a scoprì i suoni binaurali già nel 1839, in Prussia. I suoni binaurali sono in grado di portare il nostro cervello in un determinato stato vibrazionale.
Il meccanismo dei suoni binaurali che si instaura è questo: se al nostro cervello vengono date due frequenze diverse da un orecchio rispetto all’altro, il cervello crea al centro una frequenza di differenza.
Grazie a questa scoperta si comprese, dunque, che è possibile portare il cervello ad una determinata frequenza avvalendosi di altre frequenze indotte dall’esterno.

Questa scoperta venne accantonata fino al 1973, quando Gerald Oster pubblicò sulla rivista Scientific American un articolo dal titolo “Auditory beats in the brain”.


I suoni binaurali sono quindi delle particolari frequenze musicali che, stimolando l’ascolto, possono influenzare il nostro cervello, l’umore e lo stato d’animo portandoli in uno stato di apertura e di coscienza tale da favorire la concentrazione, il rilassamento e l’apprendimento.

Gli studi 

Le induzioni delle onde cerebrali (brainwave entrainment) sono state identificate con una certa precisione solo nel 1934 sebbene i loro effetti fossero già noti perlomeno fin dai tempi di Tolomeo, se non prima. Poco tempo dopo la scoperta delle onde cerebrali Alpha da parte di Hans Berger nel 1929, i ricercatori scoprirono che la forza delle onde poteva essere "guidata" utilizzando delle luci intermittenti o lampeggianti. Questo fenomeno fu chiamato "Photic Driving", che è una definizione di induzione cerebrale in cui viene usata la luce per la stimolazione. Dal 1960 l'induzione cerebrale iniziò a diventare uno strumento piuttosto che un fenomeno del cervello. L'anestesista M.S. Sadove, MD. utilizzò la stimolazione con la luce per ridurre la quantità di anestesia necessaria negli interventi chirurgici. Bernard Margolis ha pubblicato un articolo sull'induzione cerebrale utilizzata durante le procedure dentistiche dove rileva una riduzione dell'anestesia necessaria, riduzione di soffocamento, riduzione di sanguinamento e una riduzione generale di ansia.

Suoni Binaurali

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Binaural beat

I suoni udibili dall'orecchio umano si aggirano intorno ai 20Hz, ma non è detto che un suono di questo tipo induca il cervello a produrre onde a 20Hz. Si usano allora delle onde sonore chiamate BINAURAL BEATS FREQUENCIES (frequenze di battimento binaurale) Le nostre orecchie registrano il suono in modalità stereo fondendo e trasformando in un'unica onda i due suoni che provengono dall'esterno, dai due suoni ne scaturirà un terzo che è la risultante dei primi due, questo terzo suono viene creato direttamente dal nostro cervello. Ecco allora come possiamo trasmettere al nostro cervello un'informazione sonora non udibile ed in più non controllabile dalla coscienza.

Queste frequenze faranno "vibrare" i due emisferi cerebrali a due diverse altezze, cosicchè il cervello mentre è al lavoro per decifrare gli stimoli sonori produce al di la della coscienza e quasi meccanicamente i battimenti binaurali, questi stimolano il cervello in diverse maniere: ad esempio possiamo agevolare il rilassamento, la meditazione, il sonno. Si può inoltre favorire l'apprendimento e la ritenzione mnemonica, l'attenzione e gli stati di allerta, queste frequenze agiscono fisiologicamente sul nostro corpo e possono alterare ad esempio il battito cardiaco o modificare la respirazione.

Come funzionano :


Il cervello risponde ai battimenti binaurali per il fenomeno definito come: 'risposta in frequenza', ossia se stimolato adeguatamente (tipi di stimolo utilizzabili: visivo, sonoro, elettrico) esso si “sintonizza” su quella specifica frequenza. La capacità di “sintonizzarsi” ai battimenti binaurali aumenta con l'abitudine. In sostanza facendo più trattamenti la risposta del cervello sarà più rapida e profonda con il proseguire delle sessioni. 

Suoni Isochronici

ISOCHRONIC TONES:

Attualmente la migliore tecnologia esistente nel campo degli audio "brainwaves" è quella dei toni isocronici. Trattasi di toni di eguale intensità, con incremento della velocità delle pulsazioni che sincronizza il cervello attraverso il ritmo. I toni isocronici (o isochronic tones) usano un'onda sonora distinta creata appositamente per armonizzarsi con il cervello e creare così effetti più rapidi e piacevoli. Sono toni che si attivano e si disattivano diverse volte al secondo. E' uno dei metodi più efficaci della stimolazione neuroacustica perché suscita una forte risposta dell'ascoltatore. E' uno dei sistemi più datati di induzione che si conosca e secondo molti uno dei più efficienti sebbene uno dei più grossolani. Oggi i toni isocronici posso essere inseriti in creazioni sonore più complesse, studiate ad hoc per amplificare l'effetto che si vuole ottenere attraverso la risonanza cerebrale, garantendo all'ascoltatore un'esperienza unica. I toni puri con la frequenza 150 - 180 Hz ottengono i migliori risultati. In questo caso le cuffie stereofoniche sono consigliate ma non indispensabili. Attraverso questi tipi di stimolazioni possiamo stimolare una determinata attività cerebrale, che induce a sua volta il nostro stato d'animo, e può aiutare in caso di stress, perdita della concentrazione, o ricerca del benessere in generale.

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Suoni Monoaurali

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MONAURAL TONES: 


Il battimento si dice monoaurale quando i due suoni arrivano a un solo orecchio o a entrambi, miscelati precedentemente nell'aria; si dice binaurale quando, mediante due distinti diffusori acustici, si fa in modo che una frequenza arrivi a un orecchio e l'altra al secondo. Dal lato fisiologico, i due fenomeni sono nettamente diversi: il primo nasce da non linearità intrinseca della coclea, il secondo, avvertibile solo per frequenze dei suoni componenti non superiori a ca. 1500 Hz, è un fenomeno centrale nettamente temporale. In acustica, si chiama battimento il fenomeno fisico esterno che determina il battimento monoaurale, ossia la composizione, o interferenza nel tempo, di due suoni puri di uguale ampiezza, ma di frequenza leggermente diversa

Abbiamo visto quali sono i principali metodi per creare l'interazione con il nostro cervello.

Ora cerchiamo di comprendere le frequenze, i significati e il loro utilizzo.

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